“Ripercorriamo la difficile strada che ogni uomo e ogni donna attraversano nella travagliata lotta tra l’inevitabile adattamento alle richieste dell’ambiente e l’audace scelta di essere sé stessi di fronte al mondo…”
R. Lisi
Rabbia. Ermeneutica di un’emozione tra Vangelo e Gestalt Therapy
Questo libro invita il lettore a compiere un viaggio dentro e oltre la superficie dell’emozione della rabbia, affrontandola non solo come fenomeno sociale, ma come espressione antropologica, clinica e spirituale. La rabbia, infatti, affonda le radici nella storia personale, nel corpo, nella cultura e – non ultima – anche nella complessa relazione con Dio.
Il percorso parte da un excursus storico, attraversa una lettura fenomenologico-relazionale della rabbia per approdare all’analisi di alcuni passi dei Vangeli. Attraverso episodi tratti dai Vangeli di Marco e Luca, viene esplorata la rabbia agita e subita da Gesù, fino a giungere alla rabbia fraterna che affonda le sue più profonde radici nel rapporto con Dio.
Isteria e Gestalt Therapy
Ma davvero l’isteria non esiste più? E perché l’emblema della malattia mentale – all’origine degli studi psicanalitici di Freud – è via via sparita dal dibattito clinico e terapeutico?
A questa domanda prova a rispondere il libro Isteria e Gestalt Therapy. Quando tutto è pertinente, edito da Il Pozzo di Giacobbe nell’aprile del 2019. Una risposta duplice: da un lato, si dimostra quanto e come la modalità isterica continui a racontare e ad esibire i propri sintomi, spesso “simulando” altre patologie, dall’altro si offorno piste di trattamento clinico secondo i parametri della Gestalt Therapy.
Dialogando con i contributi offerti dalla psicoanalisi e dalla psichiatria, il libro prova a tracciare il punto di vista della Psicoterapia della Gestalt nei confronti dell’isteria, che porta in sé proprio quelle novità, sin dalla struttura della relazione terapeuta-paziente, capaci di rendere possibile «il passaggio dall’utero icona della paura ‘isterica’ all’utero icona dell’accoglienza della vita, di ogni vita».
L’evoluzione del personaggio Pietro come discepolo nel Vangelo di Matteo
L’articolo analizza l’evoluzione del personaggio di Pietro nel Vangelo di Matteo attraverso una metodologia di analisi narrativa. A differenza di Marco, Matteo presenta una visione più positiva dei discepoli, capaci di comprensione e vicinanza con Gesù. Pietro emerge come figura centrale: è chiamato per primo, gode di privilegi unici (come camminare sulle acque) e riceve da Gesù una missione speciale. L’articolo si sofferma sui brani del racconto della Passione in cu emerge in modo chiaro l’evoluzione psicologica del personaggio Pietro come discepolo, il suo cammino di crescita e di maturazione nella relazione con il maestro. In «Synaxis», XLII/1 (2024), pp. 7–31.
«Ma essi non compresero ciò che aveva detto loro» (Lc 2,50). La famiglia di Nazareth come modello educativo per la famiglia contemporanea
Il contributo propone una riflessione sulla famiglia contemporanea a partire dal modello educativo offerto dalla famiglia di Nazareth. Attraverso una lettura antropologica e clinica dei cambiamenti familiari odierni, si analizza il brano evangelico dello smarrimento di Gesù al tempio (Lc 2,40-52). Seguendo l’approccio di Amoris Laetitia, si mette in dialogo la sapienza biblica con le sfide educative attuali. L’esperienza di Maria e Giuseppe diventa così chiave interpretativa per comprendere e orientare la genitorialità di oggi. In Agitata da due venti. La famiglia e le sue trasformazioni. Prospettive antropologiche e teologiche, Centro studi su matrimonio e famiglia “Amoris laetitia”
Cerchiamo Cercatori. Giovani e adulti nella comune sfida del discernimento
Ogni adulto ha davanti a sé un’immagine di giovane che può dipendere da molti fattori: dai giovani che incontra, dall’esperienza con i propri figli, dai ricordi e dai vissuti della propria giovinezza. Ricerca e desiderio di volare (con i piedi) sono i due verbi che, nell’immagine del papa, rappresentano i moti interiori del giovane. Quando un giovane può vivere fino in fondo questi due verbi vuol dire che la vita gli ha regalato la possibilità di essere giovane fino in fondo. Non sempre, come sappiamo, è possibile e, nel corso dei secoli, spesso ai giovani è stata negata la possibilità di vivere la freschezza della giovinezza: il lavoro, il partner, il credo religioso erano già segnati dall’ambiente di provenienza, sogni e ricerca raramente potevano essere assecondati, ma piuttosto soffocati e messi silenziosamente da parte. La vita di molti santi ha attraversato spesso la dolorosa rottura con la famiglia d’origine e la cultura della comunità di appartenenza, è stata frutto dell’irruzione della giovinezza nella loro vita. Se Francesco d’Assisi non avesse ascoltato il suo desiderio più profondo (di ricerca e di volare con i piedi) e il desiderio di Dio sulla sua vita sarebbe diventato un ricco venditore di tessuti e Chiara una delle tante nobildonne di Assisi.
Studi-amo lo studio teologico S. Paolo? Ricerca psico-sociale sulle motivazioni degli studenti alla scelta dello studio teologico S. Paolo
Il progetto di ricerca “Studi-amo lo Studio Teologico S. Paolo?” esplora le motivazioni dei giovani che decidono di intraprendere il percorso formativo presso lo Studio Teologico S. Paolo di Catania.
L’imprescindibile necessità di un laicato teologicamente consapevole
L’allontanamento del laico dalla riflessione teologica è frutto di una nuova ondata di gnosticismo che ha caratterizzato l’era moderna e che a fatica i grandi padri della Chiesa ave- vano acutamente respinto dalla riflessione teologica e cristologica in particolare. Riabilitare i laici alla riflessione teologica significa, in qualche modo, ricucire la frattura e superare – ancora una volta – l’antica tentazione gnostica che chiede di purificare l’esperienza religiosa e la riflessione teologica da tutto ciò che ha a che fare con la materia, con la mortalità, con il corpo. Riammettere i laici nella co- munità dei teologi significa aver assimilato l’antropologia evangelica che rivela una salvezza che passa attraverso l’esperienza concreta e storica di Gesù di Nazareth.
La famiglia come luogo di umanizzazione
Esiste ancora l’isteria?
Prospettive diagnostiche in Gestalt Therapy.
Linguaggi giovanili e percezione della fede.
Aspetti antropologici e teologici della questione giovanile.
Le ricerche in ambito sociologico, teologico e pastorale riportate nella seconda parte dell’articolo, inoltre, mostrato come i giovani di oggi − piuttosto che increduli − sono genuinamente critici nei confronti del credo religioso ed esigono che i loro interlocutori parlino il linguaggio antico e sempre nuovo della relazione autentica.
I luoghi della fragilità umana in Amoris Laetitia.
Aspetti antropologici e psicologici.
Il vissuto dell’adolescente prende corpo nelle relazioni.
Una ricerca.
Il contesto in cui si è scelto di proporre la ricerca è quello scolastico, ambiente che è risultato essere più idoneo per entrare in contatto con gli adolescenti, seguendo un’ottica non di tipo diagnostico o clinico, ma principalmente preventivo.
Vengono riportati i risultati emersi dalla somministrazione dell’EDI-2 e le osservazioni raccolte durante un intervento conoscitivo-esperienziale effettuato su un gruppo di 40 studenti, basato sui principi teorici della Gestalt Therapy, in cui si è scelto di indagare i vissuti emotivi legati all’esperienza corporea all’interno di un gruppo di pari.
I risultati dell’intervento fatto intendono dimostrare come il lavoro gestaltico sull’intercorporeità, sul corpo dell’adolescente (visto, pensato, sentito e vissuto), permette di recuperare l’auducia nella propria spontaneità, passaggio determinante per l’adolescente il cui compito evolutivo è proprio quello di sganciarsi dagli introietti dei caregiver per trovare il proprio essere-nel-mondo nella consapevolerezza della propria unicità.